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mercoledì 10 aprile 2013

Storia della tovaglia

Ci occupiamo di cucina, di cibi, di sapori, ma ci siamo mai chieste com'è nata l'abitudine di 'decorare' la tavola con tovaglia e tovaglioli? Siccome sono curiosa ho avuto l'idea di andare a sbirciare in qualche volume di vecchia scuola che, oltre a parlare di cibo, ha anche qualche paragrafo riservato a questo interessante argomento.

La tovaglia, come capo tessile, ha origini antichissime e profondo valore spirituale. Presso i popoli primitivi un lungo telo di lino veniva usato quale arredo sacro per rivestire le aree sacrificali durante i riti religiosi. Fu Tito Flavio Domiziano, secondo tradizione, che insegnò ai romani a coprire la tavola con tele di 'inusitato splendore'. Nell'anno 85 d.-C.la tavola imbandita divenne, nelle intenzioni e nelle disposizioni dell'imperatore romano, quasi un culto. Fu fatto divieto a che si verificasse lo squallido spettacolo di gente che si ingozzava disordinatamente di cibi, anche succulenti, su tavole dove dopo ogni portata veniva passato alla svelta uno straccio per pulirle.
Sedersi a tavola, affermava l'imperatore, significava partecipare a un nobile cerimonia, a un vero e proprio simposio ed 'era d'uopo' quindi, coprire la tavola con una tovaglia che fosse il più possibile bella e preziosa.
Per i ricchi del momento divenne importante cercare tra le tele di porpora e di bisso, tra i damascati di seta, o i panni di cotone e di lino, le tele più preziose e assicurarsi l'esclusiva di tovaglie particolarmente belle, da esibire durante i banchetti; tovaglie che avessero i colori più raffinati, ricami eccezionali e potessero competere, per fasto e splendore, con il vasellame d'oro e e altre preziosità dei simposi di quei tempi.
La liturgia cattolica del IX secolo rese obbligatorio l'uso delle tovaglie per l'altare. Esse dovevano essere tre per ciascun altare, in candido e purissimo lino, perché il lino, considerato una fibra nobile, era l'unica tela adatta ad imbandire la sacra mensa del Signore, occasione di incontro di persone e di anime.


Celebri e famose per ricchezza di ricami e preziosità di lavorazione sono le tovaglie dei secoli XII e XIII ritrovate nell'arca di Sant'Eriberto a Deutz, nel convento di Altenberg, nel Duomo di Halbertstadt e nel Museo di Hannover, con guarnizioni d'oro e lavorazione a intreccio di filigrana d'oro e d'argento.
Nel secolo XV al ricamo d'oro si sostituì l'applicazione di merletti e di trine fatti a mano con pazientissimo lavoro d'ago.
Dalle cronache dei tempi passati apprendiamo come le tavole dei nobili e dei principi venivano allestite con tovaglie di lino damascato; nel 1812, con l'invenzione della macchina per filare, le tele di lino denominate anche 'tele d'Olanda' o 'tele di Fiandra' divennero tessuti sempre più preziosi e furono preferiti a tutti gli altri tessuti per farne tovaglie per le mense dei nobili e dei principi d'epoca.


La confezione di tovaglie per usi sacri o domestici divenne un'arte.
Non c'era festa di fidanzamento o di matrimonio o di battesimo o qualunque altra occasione di incontro sociale, in cui non venissero esibite – con giusto orgoglio – le più belle tovaglie dei corredi.
Tovaglie in purissimo lino di Fiandra (queste erano le etichette di allora), ricamate a punto ombra o a punto Rodi; a punto pieno o a punto d'Assisi, con cura, con amore e con infinita pazienza,dalle bisnonne.
Le tovaglie di lino damascato avevano, come decorazione, soggetti ispirati all'Antico e Nuovo Testamento, motivi araldici o soggetti di caccia, anche scene storiche e motivi floreali facevano parte delle decorazioni preferite per la lavorazione sui telai jacquard.
Le tovaglie di lino damascato hanno rappresentato, e rappresentano ancora oggi, un simbolo di raffinata eleganza per imbandire la tavola nelle occasioni più importanti. Come tutti i tessuti di puro lino, oggi le tovaglie sono garantite dal marchio di qualità rilasciato dal Centro Tutela Lino, dopo una serie di verifiche e controlli severissimi atti a garantire l'alta qualità del filato.
Le tovaglie di lino sono resistenti al lavaggio, anche in lavatrice, e devono essere stirate molto umide. Per una migliore conservazione si consiglia di alternarle spesso nell'uso.
A proposito del cotone, Erodoto narra che gli antichi Indù usavano vestirsi con una fibra che cresceva sugli alberi; questo dimostra come i popoli asiatici conoscessero il cotone un secolo avanti Cristo. Dall'Asia il cotone si diffuse in Persi a e in Egitto e, successivamente , arrivò in Europa.


Quando nel 1764 in Inghilterra venne inventata la filatrice meccanica, l'uso delle tele di cotone divenne abituale dovunque e le tovaglie di cotone servirono per vestire le tavole dei meno abbienti. La produzione di tele per tovagliati raggiunse livelli di alta specializzazione, diversificandone la qualità, i colori e la 'mano' del tessuto.
Per 'mano' del tessuto si intende l'effetto che si ha toccando un tessuto: ruvido, liscio, setoso, lucido, opaco e via dicendo.
I tessuti di cotone 'ratiere' sono tele lavorate con bordi a motivi geometrici; vengono anche detti tessuti 'operati'. Oggi le tovaglie 'operate' hanno motivi assai belli di fiori, spesso in tinta contrastante con il colore del fondo.
Sempre in cotone ci sono i tessuti 'spinati' detti a lisca di pesce, adatti a tovaglie rustiche. I tessuti spigati, i twill, i tessuti a nido d'ape, i tessuti di raso, sono tele di cotone ottenute con lavorazioni particolari. Il raso di cotone ha 'mano consistente, aspetto semilucido, piacevole a vedersi e la gamma di colori è particolarmente ampia.
Spesso le tovaglie confezionate in raso di cotone hanno tovaglioli in tinta contrastante; gli accostamenti di colori, al di là di quelli proposti dall'industria tessile per i servizi da tavola confezionati, potranno seguire il gusto e la fantasia personale se si acquista il tessuto a metraggio per confezionare la tovaglia per proprio conto.


La tela di bisso, il bissone, la tela d'Assisi, la tela ricamo, sono tele molto adatte per confezionare tovaglie da ricamare a mano. La tela di bisso ha origini orientali ed è tessuta con sottilissimi fili di cotone in ordito e di lino in trama.
I colori delle tele di bisso sono moltissimi, in diverse variazioni di tonalità; è possibile ottenere tali risultati grazie alla sottigliezza dei filati che vengono tinti prima di diventare tessuto.
La tela di bisso ricamata a mano, con cotone “muliné”, a punto ombra o a punto retino, è usata per tovaglie eleganti o per servizi da tè, ed è molto sfruttata ultimamente per ricoprire tavoli in occasioni un po' eleganti o per incontri formali.
Il bissone, la tela d'Assisi, la tela ricamo, sono tessuti che hanno filati di cotone in ordito e filati di lino in trama e si avvalgono del marchio di misto-lino, rilasciato dal centro di tutela dopo controlli e verifiche a garanzia della qualità.
Negli anni Sessanta del Novecento hanno visto il boom delle tovaglie, un boom che derivava dall'esplosione del benessere economico dall'espansione edilizia e dal numero di matrimoni in costante aumento.
L'industria tessile italiana, da tempo all'avanguardia nella produzione di biancheria per la casa, rispose alla richiesta dei consumatori realizzando tovaglie adatte a ogni occasione di ogni foggia e colore.


Servizi da tavola quadrati, rotondi, rettangolari od ovali, tovagliette all'americana, servizi da tè, tovagliette per carrello. La produzione raggiunse così tutti i gusti e tutti i livelli,
In cotone, in lino, in misto lino e in ogni altro tessuto adatto all'uso, la scelta diversificata, assortita nei colori e nei disegni contribuì ad affinare i gusti.
Le esigenze dei consumatori si orientarono verso prodotti di qualità sempre migliore. Nacque lo stilismo anche per la moda della tavola. Le industrie tessili si contesero i migliori designer.
Sul mercato apparvero servizi da tavola assai belli e firmati da nomi famosi dello stilismo industriale. Questo creò l'esigenza di accordare al disegno e ai colori della tovaglia, i disegni e i colori dei piatti e delle posate.
Gli anni Settanta, col modificarsi della situazione generale, hanno modificato anche il mercato tessile.
Un industriale fra i più importanti del settore afferma che i consumi delle tovaglie confezionate e dei tovagliati a metraggio ha subito un calo sensibile negli ultimi anni. Questo si è verificato non soltanto a causa di una diminuita potenzialità economica, ma anche per il diffondersi delle mense aziendali, delle paninoteche, dell'abitudine del pranzo in piedi per cui attualmente, il pasto del mezzogiorno, se non proprio abolito, non è più occasione di incontro familiare.
Sono aumentati i pranzi di lavoro e le colazioni d'affari. Ma difficilmente, per la tavola di un ristorante la tovaglia assumer un ruolo di primo piano.
In genere le tovaglie dei ristoranti sono di cotone bianco, a volte damascate, a volte colorate. Se il locale vuole distinguersi con un tono di raffinatezza troviamo i colori diversificati con, ad esempio, la tovaglia marrone e il centrotavola verde, o giallo, o arancio e i tovaglioli dello stesso colore.



Ma, chiusa la parentesi dei ristoranti, torniamo alla tovaglia oggi per vedere che cosa offre il mercato in fatto di tessuti , colori, disegni e dimensioni per i servizi da tavola confezionati e per i tovagliati a metraggio.
E' sufficiente un giro di nei principali negozi che vendono biancheria per la casa, per rendersi conto delle ampie possibilità di scelta nel settore della tovaglia, da quelle coloratissime in tinta unita a quelle a righe o a quadri di tipo rustico per pranzi di minore impegno, fino alle più preziose e raffinate con bordi in raso.
A proposito di bordi; c'è da tenere presente che le tovaglie possono essere 'finite' in maniera differente a seconda dell'importanza del servizio da tavola. Le finiture con cordoncino a macchina sono usate di solito per i servizi meno costosi; poi ci sono le tovaglie con finitura a smerlo, quelle con orlo a giorno, altre finite con applicazione di un nastro sbieco di cotone e le tovaglie con bordi in raso.
Alcune fabbriche a carattere artigianale producono anche tovaglie su ordinazione, nelle misure e nei tessuti desiderati dal cliente. Le tovaglie più vendute sino a diversi anni fa, sono quelle rotonde, perché lo spazio ridotto delle abitazioni ha imposto spesso l'uso del tavolo rotondo (oggi per fortuna si ha ampia scelta!).

Ed ora qualche consiglio di bon ton...niente di serio intendiamoci, ma giusto qualche dritta per evitare note stridenti quando abbiamo ospiti.
Innanzitutto evitiamo di abbinare a tovaglie lavorate con gusto o di tessuto pregiato i famigerati tovaglioli di carta! Il tovagliolo di stoffa merita un giusto rilievo per cui coordiniamolo alla tovaglia, ripiegato a triangolo, o a rettangolo o magari in qualche forma fantasiosa, ma non priviamocene!
Se l'occasione è davvero speciale, la vostra tavola deve indossare il vestito della festa grazie ad un centrotavola degno dell'evento che si va a celebrare: potete scegliere fiori freschi o per una meno impegnativa composizione di fiori secchi.
Un oggetto pregiato di ceramica o d'argento può benissimo diventare un importante centrotavola.
L'importante è non peccare in esibizionismo: un centrotavola deve avere le giuste proporzioni senza nascondere i commensali gli uni dagli altri. Non c'è niente di più sgradevole, infatti, che comunicare con qualcuno che non si riesce a guardare in faccia.
Calcolate almeno 65 cm di spazio tra un commensale e l'altro per dare il giusto spazio senza che gli ospiti debbano preoccuparsi di urtare chi sta accanto a loro; l'allestimento della tavola poi deve essere estremamente semplice, coniugare quindi buon gusto, eleganza e raffinatezza allo stesso tempo.
E poi lasciamo spazio anche alla nostra fantasia in merito agli abbinamenti; a volte qualche azzardo da degli ottimi risultati. L'importante è, come si diceva più sopra, è non esagerare per non ritrovarsi nel kitsch o nella pacchianeria più assoluta.


2 commenti:

rosa tea ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
rosa tea ha detto...

Rimpiazzo il commento cancellato....

Una bellissima carrellata di storia, usi e costumi antichi fino ad arrivare a quelli moderni di oggi.
Complimenti molto interessante .
Brava Elly hai trovato un argomento curioso .